Google Analytics: tutto sugli obiettivi

obiettivi google analytics
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Google Analytics è la piattaforma che Google ti mette gratuitamente a disposizione per effettuare una vera e propria risonanza magnetica ai visitatori del tuo sito web.
E’ il servizio di statistiche più usato nel web, con un quota di mercato dell’85,4% nei migliori 10 milioni di siti (secondo Alexa).
Google Analytics è utilizzato da circa il 56,4% degli stessi siti web.
Tutti si domandano, soprattutto quando si parla di web marketing, da dove cominciare.
Immagino che ti sarà capitato, e non una sola volta, di chiederti: okay, ho letto tanti articoli e seguito molti corsi, ma adesso da dove comincio?
Semplice: dagli obiettivi! E questo vale per tutto, sia nella vita, che nel lavoro, che nell’online marketing.
Se non inizi con degli obiettivi chiari, arriverai a un certo punto in cui non sarai in grado di valutare l’operato finora svolto! E tutto il tuo lavoro crollerà con la stessa debolezza di un castello di sabbia spazzato via dal vento…

Inizia con… gli obiettivi!

Il project management ci insegna a suddividere qualsiasi progetto in macro e micro task, fino ad arrivare a considerare tutte le attività elementari e le loro interdipendenze.
Allo stesso modo, identifica i tuoi obiettivi e poi scomponili per renderli smart!
Secondo Peter Drucker, il papà del Management by Objectives, ogni obiettivo deve essere SMART, ovvero:
S: specifico (specific)
M: misurabile (measurable)
A: realizzabile (achievable)
R: realistico (realistic)
T: a tempo determinato (time based).
Obiettivi Smart
Quindi, inizia chiedendoti qual è il goal primario, il più importante, ovvero quello ultimo a cui ambisci con la tua offerta di prodotti e/o servizi.
E poi domandati quali sono gli obiettivi secondari, che permettono di generare un assist finalizzato al raggiungimento dello scopo principe.
Come? Te lo spiego con un esempio concreto: non tutti gli utenti che visitano il tuo sito per la prima volta porteranno subito a termine una conversione, salvo che non si tratti di un prodotto a basso valore che genera un acquisto di impulso, oppure a meno che il cliente non si sia già ampiamente informato presso altre fonti.
L’acquisto, possibilmente con un’AOV elevata, potrebbe dunque essere il tuo obiettivo primario, mentre la visita nell’home page del tuo sito, il tempo di permanenza all’interno di una scheda prodotto o l’aggiunta al carrello potrebbero rappresentare gli obiettivi secondari, che non sono altro che gli step antecedenti del fine più importante.
Perché è vitale fare questa suddivisione, che a primo impatto potrebbe sembrarti fin troppo approfondita?Semplicemente per capire qual è il journey che l’utente compie e l’influenza che ogni fase esercita sulla sua decisione di acquisto!

Come settare gli obiettivi

Nel momento in cui un visitatore del tuo sito o della tua app esegue un’azione che è stata impostata come “obiettivo”, essa viene registrata come conversione. Google Analytics ti consente di impostare fino a 20 obiettivi per vista.
Il mio consiglio è di settarne pochi per iniziare e di prendere ispirazione dalla galleria delle soluzioni, ma poi di deciderli in autonomia in maniera coerente con gli obiettivi aziendali: il tuo business è diverso da tutti gli altri e copiare integralmente non ti porterà da nessuna parte!
Partiamo!
In “Amministrazione-Vista, fai clic su “Obiettivi” e poi su “Nuovo obiettivo”.
creazione obiettivi google analytics
Sono quattro le categorie di obiettivi.
Pagina di destinazione
: si verifica quando un utente atterra su una determinata pagina del sito. Se scegli tale tipologia, puoi creare anche una visualizzazione “Canalizzazione”, che ti fa capire i punti in cui un utente entra nel funnel che lo conduce verso l’obiettivo e le zone da cui ne fuoriesce.
Basati sugli eventi, ovvero si monitorano le azioni specifiche, definite “eventi”, compiute sul sito.
Di durata della sessione di un utente all’interno del sito.
Di pagine/sessioni: riguardano il numero di pagine visualizzate da un utente all’interno di una sessione di visita.
Puoi anche inserire un valore monetario, semplicemente impostando “Valore” su “On” e digitando l’importo assegnato a ogni obiettivo.
Infine, non ti resta che fare click su “Salva”.

Le metriche che contano in ogni segmento

Dopo qualche settimana dall’inizio del monitoraggio, è giunta l’ora di analizzare i dati raccolti per trarre delle informazioni concrete sugli utenti e per decidere così quali prossime azioni implementare.
Tuttavia, prima di iniziare a leggere la miriade di dati, ti conviene segmentarli per comprendere al meglio le differenti carte d’identità della tua target audience.
Per esempio, potresti essere interessato nell’approfondire la geolocalizzazione dei tuoi acquirenti più alto spendenti, oppure la CR media da mobile, o ancora quali sono le landing page che portano a più conversioni.
Ti suggerisco, se ti può essere d’aiuto, di cominciare visualizzando la seguente reportistica:
Rapporto sulla posizione (Pubblico > Area geografica > Posizione)
Rapporto categoria dispositivo (Pubblico > Dispositivi mobili > Panoramica)
Rapporto Canali (Acquisizione > Tutto il traffico > Canali)
Rapporto Pagine di destinazione (Comportamento > Contenuto del sito > Pagine di destinazione)
Rapporto sulla panoramica degli obiettivi (Conversioni > Obiettivi > Panoramica).
Buon lavoro!

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